Un romanzo senza tempo

Un romanzo senza tempo. Pietra è nata a e cresciuta in una famiglia poverissima, nella bassa Ciociaria. La sua vita scorre tranquilla finché non irrompe la seconda guerra mondiale a spazzare via ogni sicurezza. Quando il mondo si sta faticosamente rimettendo in piedi, Pietra dovrà affrontare la prova più dura. L'istinto di sopravvivenza porta inesorabilmente ad una adattamento, ma a che prezzo? Cosa è giusto sacrificare?

Proclama

L'entusiasmo e la competenza con i quali formulate commenti, suggerimenti e giudizi dopo averlo letto non mi danno scampo: devo raccoglierli in un luogo accessibile a tutti. Questo. Ah! Voi continuate, eh?

martedì 5 aprile 2011

SiBi. Nottambula.

Ieri notte ho finito il libro...sì erano più o meno le 4 e non dormivo, non volevo dormire, non volevo staccarmi da Pietra, dal suo modo di essere, dalla sua vita.
Monica, ti ringrazio per aver messo a disposizione il tuo libro, che (forse) non avrei mai letto in altro modo...
una storia che mi ha trascinato pagina per pagina, riga per riga, riuscivo a vedere Pietra, a carpirne le emozioni, le delusioni, l'odio, il disprezzo, l'amore.
Bravissima, ti prego, continua a scrivere... nel mio cuore (con questo libro) l'hai già fatto!!
Silvia.

SiBi scritto il Nov 17, 2008

Pregevole, Francesca.

Monica Caira Monticelli ha una penna pregevole. Intesse in un libro relativamente breve una storia profonda a coinvolgente. Si scopre la vita di Pietra a poco a poco, attraverso il suo racconto trascinante e dettagliato. Il lettore viene portato alla scoperta del mondo contadino scandito dai ritmi della terra, della Ciociaria e delle tradizioni popolari. Contemporaneamente viene introdotto alla quotidianità vissuta da Pietra, ragazza intelligente, bramosa di conoscenza, ma anche semplice e spontanea.
La regolarità dell’esistenza viene stravolto dalla guerra, ma non è questo l’evento che sconvolgerà per sempre la vita di Pietra.
Complimenti a Monica, merita davvero di essere conosciuta!

Francesca scritto il Nov 12, 2008

Flaviocrem.

Un libro ben fatto.
Breve, essenziale ma ben composto. Non si sente la mancanza di ulteriori descrizioni o dialoghi.
E’ un libro completo ma breve che, quindi, permette di arrivare presto alla fine e saziare la sete del “vediamo come finisce”; come rovescio della medaglia e dopo che lo hai finito, hai chiuso il libro e ci pensi un po’, senti il rimpianto di aver letto una bella cosa ….ormai finita.
Non mi aspettavo un epilogo come quella che l'autrice ha ideato, pensavo a una esperienza del personaggio principale, Pietra, sui marciapiedi e alla fine una certa qual forma di rimpianto e riavvicinamento alla propria famiglia. Tutt’altro, anche se tra usuraia e prostituta…la scelta potrebbe essere difficile.
Questo bel libro fa tornare in mente i film del neorealismo italiano....fa ricordare gli anni quaranta/cinquanta, i film di De Sica, Zavattini, Sofia Loren, Anna Magnani.......Giulietta Masina....
Questo libro meriterebbe un film.
Senza dubbio.
La morale di Pietra è un libro che ruota tutto sulla mancata accettazione della nascita di una donna la quale, crescendo, paga un prezzo elevatissimo per colpe non sue ma dalle quali resta schiacciata.
L'autrice ci mostra un fatto ben integrato nell'ambiente e nel periodo in cui la storia si svolge e che, quindi, può essere perfettamente credibile.
Una Pietra con una morale degna del nome. Una storia sconvolgente e cruda, un libro ben fatto e leggibilissimo.

Flaviocrem  scritto il Nov 1, 2008

Bello, ilRiccio.

Bello. Veramente.
Bello perchè è uno di quei libri che ti incatena gli occhi ad ogni riga per la storia che racconta, intima e allo stesso tempo corale.
Bello perchè ci ricorda che non sempre si può scegliere come si vuole vivere, ma si può sempre scegliere che tipo di persona si vuole essere.
Bello perchè ti parla di scenari che andiamo dimenticando, e che solo gli anziani ricordano ed hanno vissuto, a volte lasciandone traccia non scritta in racconti a voce ad i propri nipoti, donando loro un patrimonio immenso, perchè sono piccoli pezzi di un puzzle che ci spiega perchè siamo quello che siamo e ci fa vedere i luoghi in cui viviamo con altri occhi.
Bello perchè è ben scritto, nonostante il linguaggio semplice dei protagonisti, lo stile è pregevole e mai banale.
Bello perchè, e questa è una motivazione personale, è uno di quei libri che, quando sei in viaggio, e non per piacere, ti coinvolge e ti fa dimenticare che sei in una sterile stanza d'albergo facendoti sentire un pò a casa mentre lo leggi.
Tre stelle e non quattro perchè avrei voluto durasse di più.
Brava Monica, spero che col tuo talento ci donerai altri scritti.

ilRiccio  scritto il Oct 29, 2008

Tu mi hai emozionato. Grazie, Silvia.

La morale di Pietra è un libro che mi ha conquistato lentamente. Unisce una descrizione particolareggiata di un contesto storico con sentimenti universali, quali il senso di inadeguatezza che si prova davanti a determinate realtà famigliari. Pietra soffre e reagisce e il lettore non sa se dolersi della sua reazione sperando fino all'ultimo che l'amore riesca ad entrare nella sua vita. La narrazione di Monica Caira è perfetta, sembra che abbia vissuto davvero quei gesti del passato, che pur non essendo tanto lontani negli anni, sono inconcepibili per la nostra realtà. La morale di Pietra mi ha emozionato. Grazie, Monica.

Silvia scritto il Oct 24, 2008

Paperina.

Probabilmente nel corso di un'intera vita non è possibile individuare un preciso momento nel quale si commette l'errore fatale, quello che ti condiziona tutta l'esistenza. Gli eventi si succedono con una certa rapidità e imperiosità. Sovente ti impediscono di correggerne la rotta e ti trascinano via con la corrente.
Un libro molto bello, denso, che con una accuratissima ricostruzione storica modellata attorno a Pietra, la protagonista, riesce a darci uno spaccato reale di quella vita quotidiana che difficilmente lascia spazio ad "interpretazioni" personali, ci trascina soltanto via, come scrive Monica. Istintivamente mi sono sentita lungo tutto il libro dalla parte della protagonista, fino alla fine non sono riuscita a non sentirmi addosso quell'essere donna rifiutata, accusata, annientata. La capacità dell'autrice di descrivere personaggi, lasciar scaturire sentimenti e pensieri con mano sapiente, rende la lettura molto scorrevole e accattivante, alla ricerca di un epilogo che diverse volte cambia direzione. Scrittura sapida, corretta, un'eccellente opera prima.

1949paperina scritto il Oct 23, 2008

Controcorrente. Girmi

Il libro è come un bel dipinto di Giovanni Fattori, immagine della vita nella dignitosa povertà delle nostre campagne, dove risulta tangibile la durezza del terreno e delle persone. Ed è in questa tela che vanno a distinguersi i contorni della protagonista sempre più decisi, fino a diventare spigolosi e taglienti.
Il libro vale veramente la lettura, ma dato che lo stesso mi è stato prestato dall'autore per la lettura, per non essere accusato di poca obiettività mi dilungherò sull'unica osservazione critica riguardo al bel lavoro di Monica: il romanzo è a mio avviso eccessivamente stringato, in alcuni tratti pare un riassunto di una trama più articolata, più dettagliata; al termine di alcune pagine si resta come assetati di descrizioni, di sensazioni.
In molti romanzi ormai capita di imbattersi in infiniti periodi descrittivi pieni di aggettivi ridondanti che sembrano usati solo per aumentarne il peso (fisico), come se gli autori (o gli editori?) credessero ciecamente all'equazione "+ pagine = miglior libro", col risultato che le nostre librerie pullulano di pagine piene di "bambini che lanciano sassi nel lago" divenuti "fanciulli, ritratto dell'umana innata innocenza, che con una iridescente parabola gettano pietre, ancestrali ricordi levigati dal tempo, nello specchio di tranquillità azzurra, rinnovando l'incontro tra la ruvidità arida della roccia e la morbidezza setosa dell'acqua".
Ecco, il libro di Monica è esattamente il contrario, è un libro del quale vorresti che ne uscisse una versione con almeno un centinaio di pagine in più.

Girmi scritto il Oct 13, 2008